Mindful-style: 
la meditazione di consapevolezza 
per essere quiete in un mondo agitato

Perchè è utile sedersi a gambe incrociate e osservare i propri pensieri? Cosa significa il termine meditazione? Come iniziare a meditare? Proviamo a fare chiarezza.

MEDITAZIONEMINDFULNESSCORSI

Adriana Giulia Moretto

1/23/20262 min read

woman sitting on bench over viewing mountain
woman sitting on bench over viewing mountain

Hai mai notato che la tua mente corre più veloce del tuo corpo?
Sei qui, seduto, ma dentro di te è già domani o, forse, ieri.
La buona notizia è che puoi fare qualcosa per essere qui&ora: meditare!
La meditazione è l’arte di tornare a casa, al momento presente.

Ma cos’è davvero la meditazione?

Il termine meditazione racchiude mondi diversi. La sua radice ci parla in più lingue e culture:

  • In tibetano, la traduzione di meditazione è gompa, che significa familiarizzare. Meditare porta dunque a familiarizzare con la propria mente, con le emozioni e con la realtà, senza filtri né maschere.

  • In latino, la radice del termine è mederi che significa curare. La meditazione è quindi cura di sé, un atto di gentilezza e di ascolto.

  • In sanscrito, viene usato il termine bhāvanā, che si traduce come sviluppare o coltivare. È l’immagine di un giardiniere che annaffia semi interiori di calma, presenza, saggezza.

  • In pali, la lingua originaria del Buddha, il termine corretto è sati, consapevolezza, il termine che più si avvicina a quella pienezza mentale richiamata dalla mindfulness occidentale.

Come scrive Thích Nht Hnh: “La meditazione non è evadere dalla società, ma tornare a noi stessi e vedere cosa sta succedendo.”

La definizione moderna di Kabat-Zinn

Jon Kabat-Zinn, fondatore del programma MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), ci ha lasciato una definizione chiara e potente:

“La consapevolezza che emerge dal prestare attenzione, in un modo particolare: intenzionalmente, al momento presente e in maniera non giudicante.”

Questa frase racchiude il cuore della pratica: non fuggire dai pensieri, non cercare di svuotare la mente, ma imparare ad abitare il presente.

La pratica fondamentale: Anapanasati

Nella tradizione buddhista, l’esercizio centrale è l’Anapanasati, la consapevolezza del respiro: ana - inspiro, apana - espiro, sati - con consapevolezza.
Il respiro diventa un’àncora semplice e sempre disponibile.

Come si pratica?

  1. Siediti comodamente, con la schiena eretta ma rilassata.

  2. Porta l’attenzione al respiro naturale, senza controllarlo.

  3. Osserva l’inspirazione e l’espirazione, come onde che vanno e vengono.

  4. Quando la mente vaga – e lo farà – accorgitene con gentilezza e torna al respiro.

Come dice il maestro buddhista Ajahn Chah: “Se perdi il respiro, perdi la vita. Se ritrovi il respiro, ritrovi te stesso.”

Voci dalla pratica

Molti che hanno iniziato questo percorso raccontano trasformazioni profonde, spesso partendo da gesti semplici:

  • “All’inizio pensavo che meditare fosse complicato. Poi ho scoperto che bastava tornare al respiro. Ora, quando sono in ansia, so dove trovare pace.” — E., 34 anni.

  • “La meditazione non ha cancellato i miei pensieri, ma mi ha insegnato a non esserne travolto. È come se avessi trovato uno spazio interiore di libertà.” — M., 41 anni.

  • “Ogni volta che chiudo gli occhi e respiro consapevolmente, è come se tornassi a casa. È un rifugio che porto sempre con me.” — S., 28 anni.

Queste testimonianze mostrano che la meditazione non è teoria astratta, ma una pratica viva, capace di trasformare la quotidianità.

Conclusione

Iniziare a meditare è come aprire una porta che è sempre stata lì: semplice, silenziosa, ma profondamente trasformativa. Bastano pochi minuti al giorno, un respiro dopo l’altro, per riconnettersi con la vita così com’è.

Se desideri approfondire la meditazione di consapevolezza e scoprire i miei percorsi, on line o in presenza presso hOMe l’arte di vivere, visita il mio sito: www.adrianamoretto.it